L’accordo a 432 Hertz (Hz) – la nuova alchimia della musica elettronica – risuona con le frequenze fondamentali del vivente: battito cardiaco, replicazione del DNA, sincronizzazione cerebrale, e con la Risonanza di Schumann e la geometria della creazione. Purtroppo, invece, la maggior parte della musica prodotta a partire dal 1939, vibra a frequenze incoerenti di accordi a 440 Hz.

Nel campo della “sintesi elettronica” sono stati compiuti balzi assolutamente sbalorditivi, in grado di aggiungere sempre nuovi elementi alle comuni frequenze generate dai normali oscillatori di base. Tali sonorità, spesso definite troppo superficialmente “fredde” rappresentano l’espressione più pura della congruenza matematica dell’Universo Intelligente, che vuole esprimere sé stesso e comunicarci parte della sua natura.

Data una maggiore divulgazione, negli ultimi anni, delle più affascinanti scoperte in campo scientifico, e in particolar modo in quello relativo agli atomi della Meccanica Quantistica, e ai modelli utilizzati nella generazione dei cosiddetti “Frattali”, si stanno oggi concretizzando, per quanto riguarda la musica elettronica, nuovi scenari di sperimentazione sonora totalmente rivoluzionari. Questi consentiranno ai nuovi ‘alchimisti del suono’, di elaborare da zero, nuovi modelli acustici, che saranno senz’altro in grado di cambiare radicalmente non solo il contatto espressivo e partecipativo diretto con l’ascoltatore, ma persino di influire in modo coerente sul campo che permea la materia, attraverso il quale queste frequenze viaggiano e prendono vita. Sta avvenendo di fatto un vero e proprio cambiamento, portato avanti da un ‘Movimento elettronico underground’ assolutamente destabilizzante, e paragonabile al Movimento Futurista che nel lontano 1912, innescò una vera e propria rivoluzione artistica nel campo delle arti visive e pittoriche.

Prima di passare a spiegare questo nuovo principio compositivo, che vede protagonista la musica elettronica, è necessario acquisire qualche informazione più dettagliata circa la “soppressione” di informazioni specifiche riguardanti la musica in generale, cominciando proprio dallo strumento di base della misura: il Diapason. Sebbene questo sia uno strumento molto noto, sia ai neofiti musicisti che ai non musicisti, esso è praticamente uno sconosciuto, per cui è bene ricordare di cosa si tratta e il perché della sua importanza in questa rivoluzione sonora. Il termine Diapason ha diversi significati, ma più comunemente indica uno strumento, che se percosso, è in grado di generare una nota standard, che oscilla alla precisa frequenza di 440 Hz(herz). Frequenza che oggi viene adottata per l’accordatura standard di tutti gli strumenti musicali elettronici, che vengono messi in commercio.

E’ anche uno strumento utilizzato in medicina, per effettuare diversi esami acustici. Piccoli diapason sono inoltre stati utilizzati per la generazione di frequenze fisse, in alcuni sistemi di sicurezza, come ad esempio quelli dei treni sulle nostre reti ferroviarie. I greci invece utilizzavano il termine diapason per indicare quella che oggi è definita ottava, ovvero l’intervallo compreso tra una nota e l’altra di frequenza doppia. L’etimologia del termine deriva proprio dal greco “dià pasòn”, e significa esattamente: attraverso tutte (le note). Perciò, prima di incominciare ad accordare il nostro strumento dovremmo comprendere che il Diapason è innanzitutto uno strumento scientifico. O almeno dovrebbe!

Il cosiddetto “diapason scientifico”, fu approvato all’unanimità al congresso dei musicisti italiani del 1881, e proposto dai fisici Sauveur, Meerens, Savart, e dagli scienziati italiani Montanelli e Grassi Landi, ed era calcolato su un DO centrale di 256 cicli al secondo. La “corsa all’acuto” iniziò invece con l’adozione unilaterale di un LA più alto (a 440 Hz) da parte delle bande militari russe ed austriache, ai tempi di Wagner. Tale diapason fu accettato per convenzione a Londra nel 1939, senza addurre alcuna giustificazione scientifica, e da lì in poi tutti vi si uniformarono.

Vibrazioni ed emozioni:

Ciò che è stato fatto, dunque, è una deliberata alterazione delle frequenze, che ha portato conseguentemente ad una forzata incrinatura nelle armonie musicali. Perché ciò è stato fatto? Potrebbe trattarsi di una semplice scelta dettata dal gusto, oppure resta la possibilità che ci siano delle motivazioni nascoste.

La scienza oggi ci dice che nell’Universo tutto è energia in vibrazione. Il ritmo vibratorio di un oggetto, compreso il corpo umano, si chiama “risonanza”, mentre un suono è “la vibrazione di un corpo elastico, che si trasmette all’elemento circostante (aria), e si propaga vibrando per simpatia, non solo con gli strumenti della stessa nota, ma anche con multipli e sottomultipli della sua frequenza”. In base a quanto detto finora, è possibile ipotizzare che la disarmonia dettata da un diapason troppo acuto, possa essere una delle cause dei tanti comportamenti antisociali presenti nella nostra società. Basti pensare che circa il 99% delle produzioni musicali che ascoltiamo giornalmente attraverso i media, nei supporti fonografici (CD/DVD) e in rete, hanno di base un’accordatura a 440 Hz.

Graham H. Jackson, musicista e insegnante di formazione “steineriana”, ha speso la maggior parte della sua vita alla ricerca delle basi spirituali dell’armonia. Nel suo libro “The Spiritual Basis of Musical Harmony”, Graham racconta la vita e le esperienze della “sacerdotessa del tuning” Maria Renold. Maria era impegnata in una ricerca e sperimentazione basata sullo studio delle differenti accordature, e dei relativi effetti oggettivi riscontrabili sul pubblico. La musicista racconta che quando il suo pianoforte era intonato a 432 Hz, gli astanti osservavano non solo un incremento della ricchezza del timbro e della qualità del tono, ma anche che il suono sembrava provenire da alcuni punti imprecisati al centro della stanza, piuttosto che dal pianoforte stesso. Si fa così riferimento al famoso “libero tono eterico”, spesso citato da Rudolf Steiner. Una sorta di armonica addizionale, che opererebbe in risonanza con lo strumento.

Durante alcune sperimentazioni musicali, Maria Renold rilevò inoltre che attraverso la normale intonazione standard basata su un LA a 440 Hz, gli ascoltatori presenti nella stanza cominciavano ad assumere comportamenti polemici ed antisociali. Quando invece l’intonazione era a 432 Hz, le stesse persone, nuovamente invitate ad ascoltare il medesimo brano, rimanevano questa volta piacevolmente colpite. Per oltre vent’anni la Renold, intervistando e testando più di duemila persone, ebbe modo di constatare che oltre il 90% dei soggetti, preferiva a priori il tono più basso, formato da una normale scala basata su un DO a 256 Hz e su un LA a 432 Hz.

Oggi, finalmente i musicisti elettronici di tutto il mondo, si stanno scambiando le informazioni necessarie, che uniscono la teoria musicale dei Frattali con il tuning a 432 Hz, in modo da poter incominciare a comporre la loro musica in modo coerente e in armonia con il cuore umano (battiti cardiaci), la doppia elica del DNA (frequenza di replicazione), la sincronizzazione bi-emisferica del cervello, la frequenza fondamentale della risonanza di Schumann, e la geometria musicale della “creazione”.

Fonte: https://www.fisicaquantistica.it/miscellanea/432-hertz

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