Tantissime volte è successo di ritrovarsi in una posizione scomoda, negativa, che da sola può dar pensieri di tortura ogni qualvolta che se ne presenta l’occasione. La stessa che è causa di quei picchi di stress che, se non vengono arginati subito, possono portare a malattie psicosomatiche anche gravi.
Per sottolineare meglio: ogni malattia e ogni situazione in cui siamo, è stata costruita da noi per noi, come una fiction realizzata per mandare un messaggio allo spettatore.
Per la stragrande maggioranza della popolazione dei paesi civilizzati, queste situazioni rappresentano spesso una barriera invalicabile che porta al collasso, alla nevrosi, alla caduta totale delle proprie energie fisiche e mentali. Tutti i canali energetici e tutti i tipi di energia presenti in noi sono coinvolti nel processo: in questo caso, quindi, si ha a che fare con una depressione non solo “fisica”, ma che tocca tutti i sistemi energetici e ne assorbe la corrente; abbiamo una spirale di depotenziamento ciclica, che si manifesta quando necessario e rappresenta un ostacolo immenso anche per tutti quegli individui in evoluzione.
Trattandosi di un qualcosa di psicosomatico -prendendo per buono il fatto che anche gli eventi che ci accadono lo siano-, va tenuto ben presente che rappresenta un qualcosa di statico da cambiare, che necessita di un lavoro interiore per essere sbrogliata e superata.
Nessuna situazione “negativa” ha un elemento comune, se non gli effetti, sicchè vi è bisogno di una indagine introspettiva per comprendere bene cosa sta succedendo, come ci sentiamo e perché ci sentiamo in quel modo; spesso, quando queste situazioni accadono, deleghiamo la responsabilità del tutto a un’altra persona, che fa da caprio espiatorio per tutta la nostra rabbia, la nostra repressione.
Da questi cicli se ne esce quando ormai si è stanchi di esserci in mezzo: la vera volontà di emergere dalla cenere del proprio corpo statico, praticamente deceduto, nasce da quel processo intenzionale di voler cambiare quella cosa a tutti i costi. E la si può cambiare solo attraverso l’introspezione.
Come?
Quando hai sinceramente voglia di cambiare e migliorare, ti accorgi dei comportamenti coi quali ti metti sotto scacco da solo, continuamente. Inoltre la Presenza esercitata per radicarsi nel momento presente acutizza non solo i sensi, ma anche la capacità critica e quella di pensiero, che diventa più fluente e sicuro, forte. La stessa Presenza ti consente di non escludere niente aprioristicamente: si prende in considerazione il punto di vista dell’altro, partecipando alle conversazioni in maniera più percettiva e ricettiva. Il processo di acquisizione di coscienza include il mescolare la propria attenzione con quella delle altre persone, entrando in uno stato di empatia non solo emotiva, ma anche energetica, per meglio comprendere cosa prova l’altro su tutti i livelli.
Questo, tuttavia, da solo non basta.
Bisogna aprire le braccia a uno stato d’essere che è soglia e insieme scopo, causa di qualsiasi elevazione e conseguimento coscienziale/spirituale: l’alta vibrazione. Essa è chiave per qualsiasi esperimento a carattere coscienzial-potenziale. Vista così, la spiritualità e l’introspezione non è più una corsa al “Potere”, quanto invece un affiancamento di coscienza e conoscenza, saggezza che si acquisisce nel cammino grazie a delle prove del tutto comuni: ogni cosa acquisisce un significato saporito, arricchito dalle conoscenze pregresse sviluppatesi grazie alla comprensione del filo sottile che sottintende a qualsiasi evento fisico. E’ un riscoprire la realtà che sta dietro il vero, della quale a volte perdiamo la percezione e scadiamo nel nostro più basso canale di personalità automatica. E’ un riappropriarsi dell’energia persa, come l’eroe che ricomincia tutto da capo per capire meglio, crescere e diventare più forte.
E’ la vita stessa che scorre diversamente, perché la stessa è sottoposta a delle leggi naturali per cui quando la vibrazione è alta e costante, l’esperienza stessa rende accessibile una gamma di osservazioni, emozioni e pensieri precluse all’uomo comune.
Si diventa re ed eroi, per un pò, senza perderci la testa come fanno molti.
E’ questa l’estasi: compiere un balzo evolutivo fornito da un’opportunità di crescita che alle prime pare essere una digrazia continua, per poi rivelarsi un ostacolo da superare per diventare migliori, più grandi. Il tutto dura poco, se rimaniamo nello stato di alta vibrazione per un giorno o una settimana: deve essere una costante ricerca del bello e migliore. In tutti gli ambiti: i luoghi, le abitudini, le persone.
In pochi possono dire di aver acquisito tale padronanza della propria vibrazione interiore: questo perchè superare una certa situazione provoca scompensi al “già visto già conosciuto per cui: sicuro“, generando paura per il sequel di quella che può essere una vita cambiata da un secondo all’altro.
E’ la scelta migliore che possiate fare.
Abbiatene il coraggio.
Fonte: https://www.conoscenzealconfine.it/estasi-opportunita-e-coraggio/

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