La Vita è veramente un bellissimo gioco ma, come ogni gioco, ha le sue regole.
Facciamo l’analogia con un gioco o uno sport reale: se una persona sceglie di fare una bella discesa con gli sci, un’escursione in montagna oppure una stimolante partita a scacchi e si impegna al massimo per capire e imparare quanto è necessario, questa esperienza si rivelerà veramente divertente e formativa.
Ora immaginiamo esattamente la stessa esperienza, discesa con gli sci, escursione in montagna o partita a scacchi, ma questa volta fatta da qualcuno che non sente di averla scelta e di volerla fare, quindi questa persona si sentirà arrabbiata, e  a causa di questa rabbia si rifiuterà di imparare le regole del gioco, ma ‘dovendo’ giocare lo stesso, otterrà risultati disastrosi che la faranno sentire sbagliata e incapace.
Questa è veramente una bella metafora della vita.
Noi entriamo nel sistema della materia attraverso i nostri genitori e ci dimentichiamo di aver scelto di fare questa esperienza, inoltre sperimentiamo molto precocemente abbandono e dolore, ci sentiamo pertanto pieni di rabbia per non essere accolti come vorremmo e come sappiamo di aver diritto, così cominciamo a chiuderci e a rinunciare. Impariamo presto dai genitori e parenti che la vita è una valle di lacrime e che noi siamo assolutamente impotenti, possiamo solo subire e tentare di difenderci. Tutto ci sembra senza senso e anche un po’ perverso. Malattie, violenze, soprusi, morte… perché Dio permette tutto questo?
Facciamo come hanno fatto tutti gli altri prima di noi: camminiamo nella vita cercando di difenderci, stando sempre in guardia, abbiamo  paura di tutto… e la vita cosa ci riserva?
Esattamente quello che ci aspettiamo: guai, incidenti, povertà, malattie, ecc.
Questo ci convince sempre di più che avevamo ragione ad avere paura e che, caso mai, è meglio cercare di essere ancora più prudenti, evitare ogni rischio, non fidarsi di nessuno, ecc.
E la vita cosa ci riserva?
Avete capito?
Esattamente quello che ci aspettiamo!
Così si è creato un circolo vizioso che continua ad alimentare se stesso.
Tutto ciò è accaduto perché gli esseri umani non hanno capito le regole del gioco.
Hanno seminato lo stesso seme e raccolto, per logica conseguenza, lo stesso raccolto.
Adesso molti si stanno avvicinando alla comprensione del reale funzionamento del meccanismo: non ci sono eventi, situazioni o incontri casuali, c’è una legge, o regola del gioco, che sovrintende a tutto quello che c’è.
Questa legge è la legge dell’AMORE.
Noi non siamo vittime inermi ma potenti creatori e siamo qui sulla Terra per imparare ad usare il nostro potere per il Massimo Bene nostro e di ogni altra creatura.

Come possiamo imparare?
Sperimentando personalmente la realtà che stiamo creando, se questa non ci piace quello che proveremo sarà dolore.
Perfetto! Il dolore che proviamo ci porterà a ingegnarci per capire cosa possiamo fare per modificare la nostra situazione. Questo è esattamente quello che è successo, il dolore ha sempre spinto gli esseri umani a cercare altro. Abbiamo cercato in tante direzioni, alcune completamente sbagliate, altre più ragionevoli ma non soddisfacenti e così, per prove ed errori, ci siamo avvicinati a capire la legge che regola l’universo.
I mistici ed i maestri del passato ci avevano già dato tante indicazioni, ma evidentemente l’umanità non era ancora pronta per fare il salto quantico.
Adesso la fisica quantistica sta mostrando che quelle che credevamo leggi fisiche acquisite e certe funzionano solo a certi livelli, se andiamo al livello dei quanti tali leggi non funzionano più.
La mente umana fa fatica a comprendere qualcosa di diverso da quello che ha accettato, pertanto la legge dell’Amore, che è sempre esistita, non è vista perché troppo diversa da quanto ci si aspetta di vedere.
Quello che crea la nostra realtà personale è la frequenza dei nostri sentimenti. Niente altro.

Molto faticoso da credere: significa che non ci possiamo più lamentare delle nostre esperienze perché consapevolmente o meno le abbiamo create noi.
Ovvero ci possiamo anche lamentare, ma questo non cambierà minimamente le cose, anzi: dal momento che le parole, i pensieri e  i sentimenti sono frequenza che crea, più ci lamentiamo più sperimentiamo concretamente proprio ciò di cui ci lamentiamo.

Quindi se vogliamo fare di questa esperienza terrena un bellissimo gioco è indispensabile capire le regole di tale gioco:
–  la legge è legge e non fa eccezioni;
–  tutto quello che sperimento l’ho creato io;
–  i miei sentimenti e pensieri sono informazioni potenti;
–  la mia vita dipende da quello che sento, penso, dico e faccio;
– non ho colpa dei sentimenti che provo né dei pensieri che mi passano per la testa ma questi sono il seme che determina il raccolto;
– ho il potere di modificare i miei sentimenti e pensieri;
– è assolutamente inutile cercare di cambiare gli altri o le situazioni esterne a noi;
– l’unica cosa che produce un risultato utile è modificare la mia frequenza;
– la frequenza che produce migliori risultati è la gratitudine;
– posso sperimentare gratitudine solo se vivo nel piacere;
– io sono l’unico in grado di portare piacere nella mia vita;
– per provare vero piacere devo allinearmi al mio talento, allo scopo della mia vita;
– sono venuto sulla Terra per far splendere la mia Luce;
– io sono Luce-Amore.

Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it/blog/consapevolezza-spiritualita/il-salto-quantico-da-vittime-a-potenti-creatori

Commenti

commenti