La coscienza crea la materia o la materia crea la coscienza
09 Apr
Coscienza e materia è la domanda più profonda che la fisica quantistica abbia mai aperto.
Max Planck, padre della fisica quantistica e premio Nobel, disse qualcosa che nessun manuale riporta: “La coscienza è fondamentale. La materia è derivata dalla coscienza.
Non era un momento di delirio mistico. Era la conclusione a cui era arrivato dopo una vita di ricerca sul comportamento della materia a livello subatomico. Il rapporto tra coscienza e materia è la domanda più profonda che la fisica quantistica ha aperto e non ha ancora chiuso. Coscienza e materia il problema difficile che la scienza non riesce a risolvere La filosofia della mente chiama questo il “problema difficile della coscienza”: spiegare perché e come processi fisici nel cervello generino esperienza soggettiva. Come fa la materia neuroni, sinapsi, segnali elettrochimici a produrre il fatto di sentire, di vedere, di essere? Nessuno ha ancora risposto in modo soddisfacente. E la fisica quantistica ha complicato ulteriormente il quadro, dimostrando che a livello fondamentale la materia non è la cosa solida e separata che pensavamo. Coscienza e materia potrebbero non essere due cose separate che interagiscono. Potrebbero essere due aspetti dello stesso fenomeno. Cosa dicono i grandi fisici del Novecento. Alcuni dei più grandi fisici del Novecento da Heisenberg a Wigner, da Bohr a von Neumann hanno proposto che la coscienza giochi un ruolo nel collasso della funzione d’onda. Ovvero: che sia necessaria una mente consapevole perché le possibilità quantistiche collassino in una realtà definita. David Bohm, uno dei fisici più originali del secolo scorso, propose l’idea di un “ordine implicato” una dimensione più profonda della realtà in cui tutto è connesso e non separato, e di cui la materia visibile è solo la superficie. In questa visione, coscienza e materia non sono opposte sono espressioni di un’unica realtà più profonda. Se la coscienza precede la materia cosa cambia per te Se la coscienza non è un prodotto della materia ma qualcosa di più fondamentale o almeno co-fondamentale allora la mente non è prigioniera del corpo. Il pensiero non è solo un effetto collaterale dei neuroni. E questo ha implicazioni enormi: significa che lo stato della tua coscienza come pensi, cosa credi, con quale frequenza ti muovi interiormente non è un semplice riflesso di quello che ti succede fuori. Partecipa attivamente a costruire la tua realtà. Psiche e mondo fisico danzano insieme. E tu sei sia il danzatore che la danza. Il corpo umano è il punto di incontro più concreto tra coscienza e materia. La psiconeuroimmunologia una scienza consolidata ha dimostrato che pensieri ed emozioni hanno effetti misurabili sul sistema immunitario, sul sistema endocrino, sulla fisiologia cellulare. Non è metafora. È biologia. I tuoi stati mentali cambiano la chimica del tuo corpo. I tuoi pensieri ripetuti modificano le connessioni neurali. La tua coscienza riscrive, letteralmente, parte della tua materia. Mente e realtà non sono separate nemmeno dentro di te. La domanda che la scienza non ha ancora chiuso. Non sappiamo ancora con certezza se la coscienza crea la materia o viceversa. La scienza è onesta su questo. Ma sappiamo con certezza che il modello che le vuole completamente separate la mente da un lato, il mondo fisico dall’altro, senza influenza reciproca è sbagliato. Il confine tra coscienza e materia è più poroso, più fluido, più misterioso di quanto la cultura dominante abbia voluto ammettere. E in quello spazio di mistero vive la possibilità del cambiamento.
Non devi risolvere il problema della coscienza per usare questa comprensione. Ti basta accettare che quello che accade dentro di te ha un impatto reale su quello che accade fuori. Se vuoi esplorare questo percorso in modo concreto, scopri il lavoro di Claudio Sabatini su: https://corsi.quantisticamente.it/ E dimmi: cosa cambierebbe nella tua vita se sapessi con certezza che la tua coscienza conta?
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