Si leggono sempre più spesso articoli dove si inneggia alla “solitudine dei risvegliati”. Ma siamo proprio sicuri che una persona spiritualmente elevata debba per forza isolarsi o essere distaccata dalla società?

 

L’elevazione spirituale, secondo me, è realmente tale quando riesci a diventare empatico con tutti, proprio tutti, quando la tua empatia è riuscita a forare tutte le barriere (sia le tue che quelle di chi si relaziona con te), quando riesci a mettere a proprio agio tutti quelli che ti ascoltano, quando tutti quelli che ascolti non ti creano disturbo, ma al massimo un po’ di compassione per le cose che ancora non comprendono.

Se hai capito tante cose ma non riesci a comunicarle a tutti, vuol dire che hai ancora da comprendere molto, hai ancora da fare molta strada per te stesso… non sono, infatti, gli altri a non capire, sei tu che non riesci a farti capire e molto probabilmente perché quei concetti di cui vorresti vantarti, sono per te ancora solo qualcosa di mentale, qualcosa che non è ancora entrato davvero dentro di te, nelle tue profondità più nascoste, ancora non sono concetti tuoi, sei ancora come un ingegnere che ha la laurea ma non ha mai costruito nessuna casa, non si è mai sporcato le scarpe in un cantiere di costruzione.

Se non riesci ad avere compassione per chi non è ancora “arrivato” al tuo (presunto) livello, è evidente che tu per primo hai ancora una mancanza di profondità da colmare. Un vero risvegliato riesce a comunicare con tutti, non ha difficoltà con nessuno e non si lascia coinvolgere da nessun livello “basso”, rimane al suo livello pur comunicando a tutti gli altri livelli che incontra.

Se ti senti in difficoltà a farti capire, a capire gli altri ed i loro “limiti”, significa che devi ancora studiare, che non sei ancora arrivato. La vita è evoluzione continua, l’unica costante della vita è, quindi, il cambiamento. Ognuno, però, si evolve a velocità diverse e non è detto che uno che per sessant’anni ha “dormito” sempre al livello dei suoi vent’anni, non possa fare un salto ed avere una accelerazione improvvisa, cambiando tutto in pochi mesi e superandoti in volata in quel “livello di conoscenza superiore” che tu pensi di aver raggiunto.

Quelle frasi che dicono che ad un certo livello di conoscenza… è normale restare soli, è normale essere isolati dalla società, è normale che la gente non ti capisca più, è normale che la gente ti metta in disparte… ecc. sono un modo per giustificare la propria incapacità di andare oltre, o la propria poca comprensione della realtà nella sua totalità.

Questo dell’isolamento dalla società può essere un passaggio intermedio e se lo vedi come tale, va anche bene: è bene per un po’ isolarsi dalla società, ma per vedere le cose con distacco, non per credere che “quelli inferiori” non ti meritino più. E’ utile per imparare il distacco, per imparare a non farsi coinvolgere, ma poi, “devi sporcarti nel mani” ritornando nella mischia e restando te stesso, ma un nuovo te stesso che da luce e speranza a tutti.

Si parla spesso di frequenze e con questo concetto spesso ci si illude di giustificare questa mancanza… ma ci si dimentica che noi non siamo proprio delle radio come quelle che utilizziamo per ascoltare la musica. Noi siamo esseri umani, cioè creature meravigliose e decisamente superiori… se ci permettiamo la libertà di essere pienamente noi stessi.

La radio può ricevere e trasmettere ad una sola frequenza per volta… se vuoi ascoltare frequenze più alte devi spostare la rotellina ed alzare la sintonizzazione. Noi siamo invece capaci di ascoltare più frequenze contemporaneamente, il fatto di “alzare il proprio livello” e quindi le proprie frequenze, non ci deve dunque impedire di ascoltare quelle dalle quali proveniamo, anche perché, psicologicamente parlando, sarebbe un precluderci la possibilità di continuare a lavorare su noi stessi.

Rinnegare la nostra “provenienza vibrazionale” (le nostre vecchie frequenze… tanto per restare in tema) significa negarci la possibilità di continuare a scavare nel nostro passato, per vedere gli altri blocchi emotivi che abbiamo ancora da scoprire e da sciogliere… e magari, visto che ti senti in difficoltà a farti capire da chi stava con te prima della tua “elevazione spirituale”, significa anche precluderti la possibilità di andare a cercare proprio quel qualcosa che sta rendendo difficile questa comunicazione.

Elevarsi spiritualmente significa ampliare le proprie frequenze verso l’alto… non spostarsi verso altre frequenze. Più che una vera elevazione io direi che è un ampliamento, poi ovviamente, bisogna avere la capacità di non lasciarsi mai più trascinare nelle frequenze basse, bisogna avere la solidità spirituale che ci permette di essere quel che siamo oggi, pur camminando ancora a fianco di coloro che non hanno fatto il nostro stesso percorso spirituale.

Credetemi, quando perderete qualche persona cara e comprenderete che avreste potuto aiutarla con certe comprensioni che voi avete acquisito, la giustificazione presuntuosa del fatto che lui non era al vostro livello crollerà miseramente… Gesù è stato il più grande Maestro di tutti i tempi, proprio perché sapeva ascoltare e farsi ascoltare da tutti, soprattutto dagli ultimi e perfino dai bambini.

È Lui il mio modello di Maestro ideale… e non sto assolutamente parlando di religione.

Fonte: osservazionequantica.altervista.org

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