Vi è mai capitato di soffermarvi a riflettere su ciò che succede nel nostro corpo senza che ce ne rendiamo conto? La fisiologia del nostro vivere fluisce bilanciandosi così frequentemente che il sistema nervoso ogni tre secondi fa un check di tutte le informazioni sensoriali nel nostro corpo.

Il nostro corpo è come un fiume: cambia costantemente

Il filosofo greco Eraclito affermava: non puoi bagnarti due volte nello stesso fiume perché l’acqua è sempre in movimento.

Tutti noi abbiamo la tendenza a vedere il nostro corpo come una statua, come qualcosa di statico: riteniamo che gli organi, una volta terminato il loro sviluppo embriologico, siano immutabili nella loro struttura. Ma non è così.

Anche il nostro corpo è come un fiume: il tessuto adiposo cambia completamente nell’arco di tre settimane, il rivestimento interno della mucosa dello stomaco si rinnova in cinque giorni, la pelle cambia ogni cinque settimane, il fegato ogni sei settimane, lo scheletro si rinnova completamente ogni tre mesi.

Dall’esterno sembra che nulla muti, nulla cambi: in realtà siamo come un edificio in cui vengono continuamente rimpiazzati i mattoni! Organi che sembrano sempre gli stessi sono invece in continuo divenire. In un anno il novantotto per cento del totale degli atomi che costituiscono il nostro corpo viene cambiato. E noi che facciamo mentre tutto ciò succede? Semplicemente nulla, presi dai nostri pensieri, dai nostri affanni, lasciamo che la nostra vita si dipani senza un attimo di contemplazione.

Sì, contemplazione, perchè quale meraviglia più grande può esserci nel restare affacciati al nostro balcone a osservare come questa Intelligenza del corpo esprime tutta la sua potenza.

Il dottor William Garner Sutherland, capostipite dell’osteopatia craniosacrale, chiamava questa intelligenza, “Intelligenza con la I maiuscola”. Sa molto di più di quanto noi potremmo programmare, è sempre presente anche quando noi siamo assenti, distratti, cioè per la maggior parte della nostra vita!

È stupefacente e profondamente commovente quanto il nostro respiro ci mantenga in vita, in ottima salute, in pace, in gioia se fatto in consapevolezza.

Pensando al respiro, quello che più comunemente e immediatamente viene in mente a tutti è quello toracico e, di conseguenza, il nostro diaframma. Se abbiamo ricevuto un trattamento osteopatico, perchè, forse siamo anche venuti in contatto, in ascolto, di quei ritmi vitali più lenti, più sottili presenti ancor prima del respiro diaframmatico.

Sì, quei ritmi lenti, di andata e ritorno, la cosiddetta Marea, espressione del Respiro della Vita attraverso il meccanismo craniosacrale che più avanti conosceremo grazie a questo libro.

Il Respiro della Vita, termine utilizzato da Sutherland nell’ambito del suo lavoro in biodinamica craniosacrale, questo Respiro nel respiro così intimamente legato alla cultura orientale, alla medicina ayurvedica, questo prana, Respiro della Vita, Forza Vitale che dà Vita, che porta vita nella vita e che è il motore, l’energia della vita stessa.

Per me è emozionante quando durante un trattamento posso sollecitare una consapevolezza più profonda del proprio stare, del proprio essere. Sarà proprio questa nuova consapevolezza che stimolerà colui che riceve, che in qualche modo si è “risvegliato”, a chiedere di proseguire il lavoro in quanto piacevolmente scopre che essere in salute non vuol dire semplicemente assenza di dolore, ma molto di più.

Invitare le persone a percepire il proprio allineamento, invitarle a essere nel qui e ora anche durante il trattamento, fa sì che naturalmente accettino il suggerimento di incontrare, conoscere lo yoga.

La forte similitudine tra l’osteopatia e lo yoga 

Ritrovare nella pratica delle asana*, nell’attenzione al momento presente, al qui e ora, tutto ciò a cui durante un trattamento presto attenzione invitando il paziente stesso a porre l’attenzione, be’ è una vera gioia.

Praticando lo yoga, si è in contatto con la propria unicità, la propria frequenza specifica, la consapevolezza del Sè che Tutto conosce, anche la nostra salute. quale tecnica può essere più efficace di muovere il corpo in modo consapevole, respirare il prana e con esso controllare l’energia vitale?

Quale terapeuta può conoscere il percorso della salute meglio di quell’Intelligenza Profonda insita in ognuno di noi? Lo yoga ci permette di essere e restare in sintonia con questa Intelligenza. Non ci resta altro da fare che ascoltarla, recepirla con ogni senso e, perchè no, ringraziarla.

Come non prendere in considerazione anche in ambito sportivo l’importanza del qui e ora, per ciò che concerne la concentrazione nel gesto atletico, l’impor- tanza della flessibilità, dell’elasticità e dell’armonia nella contrazione-rilassamento dei muscoli nell’azione sportiva; come trascurare il ruolo così predominante che ha il respiro nella vita e ancor più nella riuscita dell’attività sportiva?

Tutti questi aspetti sopra citati appartengono alla disciplina dello yoga. Ecco quindi da dove nasce l’integrazione tra osteopatia, yoga e sport. Muoversi con consapevolezza, flessibilità, armonia e fluidità, ci permette di essere ciò che noi siamo: un organismo fluido messo in moto da milioni di anni di Intelligenza. Questa Intelligenza sovrintende al costante cambiamento che ha luogo in noi stessi.

* Asana: disciplina fisica, imparare a stare bene con il proprio corpo per ascoltarlo, conoscerlo e rispettarne le esigenze. Cura del corpo affinché questo possa accompagnarci nella meditazione. Imparare dal corpo la cui intelligenza è più saggia di quella della mente.

Fonte: https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/consapevolezza-spiritualita/benefici-yoga-e-sport

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