La nostra mente funziona in modo estremamente semplice, tramite associazioni e sceglie di percorrere sempre la via a lei più nota, a lei familiare, indipendentemente dal fatto che sia o meno funzionale alla nostra evoluzione, alla nostra felicità. Possiamo immaginarla come un’automobile che si muove sicura percorrendo sempre e soltanto gli stessi itinerari; itinerari che conosce ormai alla perfezione, ma che non potranno che condurla ogni volta alla stessa destinazione.

L’immagine quindi che siamo andati a costruirci di noi stessi nel corso della nostra vita, attraverso le esperienze che abbiamo vissuto, ciò che abbiamo imparato, i feedback che abbiamo ricevuto dall’esterno, ciò che ci è stato detto, è impressa in modo granitico nella nostra mente ed è proprio a quella immagine che andiamo ad attingere, continuamente, ogni volta che ci muoviamo nel mondo. Quindi se, per esempio, abbiamo sviluppato la convinzione limitante di non essere meritevoli, di essere sbagliati, di non essere all’altezza, di non essere degni di essere amati, metteremo in atto, senza nemmeno accorgercene, dei comportamenti che daranno ragione a queste credenze e andranno a sabotare noi stessi, la nostra vita e i nostri progetti; e tutto questo solo per allinearci a ciò che la nostra mente crede vero.

Dobbiamo quindi andare a rieducare la nostra mente, ad insegnarle un modo nuovo di interpretare noi stessi e la nostra realtà e portarla a credere cose diverse, migliori per noi e più funzionali alla nostra crescita e al nostro stare bene.

Per farlo dobbiamo crearci un’affermazione positiva, su misura per noi, ed iniziare a ripeterla, più volte al giorno; ad alta voce e magari davanti allo specchio sarebbe perfetto, ma va bene in ogni caso. Ciò che è essenziale è ripeterla.

Il primo passo è decidere su quale sfera della nostra vita vogliamo andare a lavorare. Può riguardare il campo delle relazioni, il lavoro, la crescita economica, la sicurezza in se stessi, qualsiasi aspetto noi sentiamo di volere, in qualche modo, risolvere, qualsiasi aspetto, insomma, noi sentiamo non essere come vorremmo.

La frase deve essere così strutturata:

IO SONO + NOME E COGNOME + ciò su cui vogliamo lavorare

(ad esempio: IO SONO Laura Gentili e ho un lavoro di successo che mi fa sentire realizzata)

L’ “IO SONO” seguito dal proprio nome, è fondamentale. L’attenzione della mente infatti viene subito catturata da questo incipit; in più la mente va associare poi le parole che andranno a seguire proprio a noi, a quella che è la nostra identità.

Si riteniamo che vi siano più ambiti della nostra vita che desideriamo trasformare, è possibile lavorare anche su più aspetti contemporaneamente. Deve però essere chiaro che i progressi saranno più lenti. Quando infatti si sceglie di focalizzarsi solo su una sfera specifica per volta, si avranno risultati più rapidi; questo perché[l’energia non viene deviata e distribuita su più obiettivi ma incanalata, in modo più efficace, verso un’unica direzione.

Quando inizieremo a ripetere questa frase è possibile che potremo avvertire una sorta di resistenza dentro di noi. Questo perché? Perché la mente, che è abituata a pensare e a pensarci in un altro modo

e che ha di noi un’ immagine completamente diversa, ne risulta destabilizzata e si ribella. Se succede, non dobbiamo fare altro che fermarci un momento, respirare profondamente immaginando di chiudere questa resistenza che avvertiamo all’interno di una bolla e farla fuoriuscire da noi attraverso lunghe espirazioni per poi riprendere la ripetizione della nostra affermazione.

Cosa succede attraverso questa tecnica quindi? Che si vanno a creare dei nuovi percorsi, più belli, su cui la nostra mente inizia a muoversi. Cominceremo, di conseguenza, a sentirci diversi e questo proprio perché noi stessi ci convinceremo di essere diversi. Sembra banale, ma è tutta questione di abitudine. Se noi ci abituiamo a a ripetere questa frase, la nostra mente si abituerà a crederla vera e questa diventerà la nostra realtà, la nostra nuova condizione.

Può essere bello mentre si fa questo processo, andare ad annotare su un quaderno tutti i progressi che iniziamo a vedere, tutti quei segnali piccoli e grandi che riusciamo a cogliere, quelle prese di coscienza che ci indicano che siamo sulla strada giusta. E’ essenziale per rafforzare la nostra fiducia e per darci la motivazione giusta per proseguire.

Per ricapitolare, come possiamo riprogrammare la nostra mente? E’ semplice: dobbiamo capire l’aspetto su cui desideriamo lavorare, creare la nostra affermazione partendo dal IO SONO e limitarci a ripeterla più volte a giorno. In questo modo c’è proprio una rieducazione in un senso a noi più favorevole. Perché veramente quando cambiamo noi stessi, ecco che cambiano le situazioni di cui facciamo esperienza. Ci accorgeremo quindi di non ritrovarci più a vivere lo stesso copione ma di aver cambiato sguardo e conseguentemente di avere trasformato la nostra realtà.

Aloha 🌺

LecosediLaura (Laura Gentili)

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